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domenica 24 giugno 2012

La verità... già a 3 anni


La verità è che non gli piaci abbastanza. Chi non ha visto questo film? Io l'ho trovato molto carino, anche se dal finale un po' banalotto (che tuttavia noi ultime romantiche della Terra abbiamo comunque apprezzato). La pellicola inizia, e termina anche, con frasi illuminanti, del tipo "Fidati, se un uomo si comporta come se non gliene fregasse un ca..o di te, non gliene frega un ca..o di te davvero!" e così via... Bè, dicevo, l'ho visto già tempo fa, forse anche un paio di volte, o tre, ma in settimana ho assistito a una scena che, se fosse successa in precedenza, molto probabilmente mi avrebbe risparmiato la visione dei 129 (per 2 o per 3) minuti della durata del film. Tanto per dire che certi meccanismi, alla fine, sono innati...

C'era una volta una bambina, di 3 o 4 anni, che, scoprendosi innamorata di un suo coetaneo, un compagno d'asilo, decise di prendere in mano la sua vita e la loro storia, chiedendogli la mano. Così, con il coraggio e la sincerità della sua tenera età, indossò un velo da sposa e gli chiese: "mi vuoi sposare?". Il piccolo, che pur essendo piccolo era pur sempre un uomo, rispose "no"! Come una vedova in lutto, quindi, la bimba trascorse il resto della sua settimana d'asilo con il velo bianco addosso, forse pensando che lui, magari, ci avrebbe ripensato. Ma così non è fu, e il mini-mascalzone continuò a giocare e divertisi ignaro del dolore della compagna. Tra qualche anno, con modalità un po' diverse, la scena per loro si ripeterà, ma temo che anche in quel caso, diciamo con una probabilità inferiore al 100 percento ma non di molto, il finale sarà della serie "E vissero per sempre tristi e scontenti". Ps: Il film, se non l'aveste visto o capito, è a lieto fine. Non per niente è un film.

lunedì 17 ottobre 2011

21 ottobre 2011 (La fine del mondo sembra vicina)


Rieccoci alla nuova previsione per cui la Terrà sarà a breve devastata e distrutta, insieme a tutti i suoi abitanti.
Innumerevoli film (io ne ho visti un paio, o forse qualcuno in più, ma li ho volontariamente rimossi dai miei ricordi) ne hanno parlato, salvo però decidere che qualcuno (o meglio i protagonisti) poteva essere in grado di scampare alla catastrofe naturale che avrebbe dovuto invece mettere la parola FINE.
Ora, secondo uno studio di questo evangelista americano, Harold Camping, l'ultima data che dovrebbe segnare il nostro calendario è quella del 21 ottobre 2011, ossia tra quattro giorni.
Ininfluente, per lui, il fatto che diverse volte le sue previsioni si siano rivelate inesatte (causa, alcuni errori effettuati nei calcoli dei dati estrapolati dalla Bibbia).
Poco fondate, a quanto pare, anche le profezie dei Maya (che fissano invece la fine del mondo tra più di un anno - ma comunque troppo vicina, per quanto mi riguarda).
Il simpatico Camping ha annunciato che il temibile Giorno del Giudizio sarebbe stato lo scorso 21 maggio 2011, data in cui tutti saremmo stati sottoposti ad esame, per poi vederci stampare su un cartellino di riconoscimento il tibro "promossi" o "bocciati".
Evito, per quanto la cosa mi tenti, di aprire capitoli ironici sui possibili furti di identità, su eventuali corruzioni/concussioni/manomissioni del nostro destino e così via.
E passo invece al momento in cui, letta la terribile notizia, ho ripescato dalla borsa la mia cara agendina per scoprire cosa potrei avere combinato di tanto disdicevole il 21 maggio, per meritarmi una morte violenta e assolutamente indesiderata: una colazione al bar con mia sorella (come da tradizione di ogni sabato), seguita da una passeggiata sulla pista ciclo-pedonale del mio paese. Buco per quanto riguarda il resto della giornata, fino alla sera, che ho trascorso con tre amici da qualche parte a bere qualcosa.
Ok, avrei potuto fare attività di volontariato per meritarmi la salvezza (a saperlo avremmo tutti riempito le case di riposo & co, ma poi forse il giudizio non lo avrebbe preso in considerazione, data la rarità della prestazione benefica). Comunque, sarò promossa o bocciata???
Pensando alla peggiore delle ipotesi, ho riesumato ciò che avevo definito come impegno futuro (ormai mesi fa), ossia quello di stendere un elenco delle cose che avrei voluto fare prima di morire (ricordate il post sul film The Bucket List - Non è mai troppo tardi?).
Ai tempi avevo iniziato a buttare giù qualche idea, molte però erano classificate nella categoria immateriali. Ma ricordo con chiarezza almeno una cosa di tipo più tangibile: vedere il Grand Canyon. Con mio enorme dispiacere, devo ammettere però che nei prossimi quattro giorni non sarò in grado di fare avverare questo mio sogno, a meno che io non mi impegni immediatamente in una rapina in banca e non parta questa sera stessa alla volta del continente americano.
Non so spiegarne il motivo, ma credo tra quattro giorni sarò cancellata dalla faccia della terra, senza neanche essermi attivata per tempo. Che tristezza, non si può chiedere almeno una proroga al signor Camping???

lunedì 14 febbraio 2011

Mettimi in lista


Il mio primo post del 2011 arriva con un mese e mezzo circa di ritardo rispetto alla data canonica dell'inizio del nuovo anno. E va bene questo era evidente. Il motivo quanto meno immaginabile (non sono mai stata un grande esempio di costanza e forse non lo sarò mai).
A fare la differenza è il perchè del mio ritorno da questo lungo silenzio stampa (ma il silenzio stampa, poi, qualcuno lo mette mai in pratica davvero?). Una decina di giorni fa è saltato fuori da sotto il pc un post-it che mi ricordava il lungo tempo di permanenza fuori da questo blog e qualche argomento che mi andava di trattare appena ne avessi avuto tempo. Uno dei tanti quadratini gialli sparpagliati nella mia stanza e il più delle volte, infatti, smarriti.
Tutto ciò per introdurvi un argomento che mi affascina e mi riguarda allo stesso tempo.
LA PASSIONE PER LE LISTE

Vi siete mai trovati/e, magari durante una giornata di irrefrenabile voglia di sistemare e ordinare e organizzare e e e (una di quelle giornate che capitano raramente, per la verità, ma danno una soddisfazione tale per cui la prossima volta sarà tra minimo un mese, facendo una previsione ottimista)? Si insomma, uno di quei giorni in cui avete bisogno di mettere nero su bianco tutto ciò che vi serve per rendere la vostra vita migliore e più semplice? Sembra che io stia parlando di una formula magica, e forse un po' è così.

Voglio dire che la gente sottovaluta (in pubblico, ma dentro di sè conosce molto bene), a mio parere, il potere terapeutico che deriva dal FARE UNA LISTA.
Se uno di quegli istituti specializzati in sondaggi si prendesse la briga di chiedere agli italiani quanto ama stendere un elenco di cose/persone/luoghi/azioni/argomenti vari credo che scoprirebbe un universo. E se poi la domanda seguente fosse: "Quante volte, in media, riesci a portare a termine tutto ciò che hai messo in lista?", sì, sicuro, ci sarebbe da ridere.
Perchè è vero, sistemare, ordinare, organizzare... CI PIACE.

Peccato che poi veniamo travolti da imprevisti
(- non trovo parcheggio,
- ho mal di testa,
- non ho più voglia,
- non ho soldi,
- non ho tempo,
- non trovo più la lista,
- la lista che ho scritto è una pazzia
- ...e così via)
e interferenze
(- un soffio di vento ha trasportato l'elenco in luogo lontano e sconosciuto,
- non puoi darmi una mano prima?,
- ma perchè non fai questo al posto di quello?,
- no io non vacanza lì non ci vengo con te,
- ah era tuo il foglietto che era in giro? l'ho buttato,
- ...)
che non ci permettono di fare una spunta su ogni voce inserita.
Bè la buona notizia è che oggi esistono diversi mezzi per ridurre al minimo le possibilità di disperdere un prezioso elenco.
- I programmini per il pc tipo ATNotes (che cito solo perchè è l'unico che conosco e uso),
- i cellulari di ultima generazione (chiamateli come vi pare, per me rimangono sempre cellulari) già muniti di promemoria, spazio per le note, post-it sullo sfondo, memo, agende e quant'altro
- i siti web come listology.com e listography.com (anche in questo caso, l'elenco si potrebbe estendere ma forse non è il caso in questa sede)
- and so on.

Ok, la brutta notizia è che in qualsiasi caso ci dimenticheremo (anche deliberatamente, perchè no?) qualcosa.

Ma oggi mi sento buona e voglio concludere con la notizia migliore in assoluto e anche la più scontata:
che per le cose più importanti, non c'è posto migliore dove scrivere una lista che il nostro cuore.
Applauso!
Ahahah

Ora prima di chiudere lascio questo interrogativo, ispirato al film "Non è mai troppo tardi" ("The Bucket list", 2007, diretto da Rob Reiner, con Jack Nicholson e Morgan Freeman), che mi segno di recensirvi al più presto (ok, potete non crederci!).
Se doveste scegliere diciamo 10 cose da fare prima di morire, cosa mettereste sul vostro elenco?
A breve stilerò il mio. E speriamo, questa volta, che non sia uno dei tanti foglietti nel vento.


lunedì 4 ottobre 2010

Love Actually


Avete mai visto il film Love Actually?

Se state per barrare la crocetta del "no", vi rispondo subito che non sapete cosa vi state perdendo. E vi ordino di mettervi seduti comodi, immediatamente, e porre rimedio a questa grave mancanza. (Magari servendovi di un economico streaming -> http://www.megavideo.com/?v=8WGLBL1K, oppure noleggiando il dvd. Insomma, a voi la scelta di come guardarlo!).
Da donna, non posso fare a meno di concedere un plauso al cast maschile, con un paio di eccezioni, sia chiaro, ma anche a quello femminile, dovendo a tutti i costi essere obiettiva e nascondere l'invidia...

Ma veniamo al film, che si compone di una carrellata di storie (d'amore, mi sembra naturale) incrociate e solo apparentemente "scontate". (Opinione mia, ovviamente)
La pellicola si apre con una scena che già da sola basterebbe per farmi amare perdutamente l'intero film. Le parole che ora vi riporto, forse, vi sembreranno banali. Eppure hanno dannatamente senso e non posso fare a meno di conviderle, proprio in virtù della loro semplicità.

"Ogni volta che sono depresso per come vanno le cose al mondo, penso all'area degli arrivi dell'aeroporto di Heatrow. È opinione generale che ormai viviamo in un mondo fatto di odio e avidità, ma io non sono d'accordo. Per me l'amore è dappertutto. Spesso non è particolarmente nobile o degno di nota ma comunque c'è. Padri e figli, madri e figlie, mariti e mogli, fidanzati, fidanzate, amici. Quando sono state colpite le torri gemelle per quanto ne so, nessuna delle persone che stava per morire ha telefonato per parlare di odio o vendetta, erano tutti messaggi d'amore. Io ho la strana sensazione che se lo cerchi scoprirai che l'amore davvero è dappertutto".

Insomma, potrei esaminare ognuno dei 135 minuti di riprese ma non mi sembra il caso di farlo, almeno per iscritto. Quindi vi parlerò delle scene che più di tutte sono entrate nel mio cuore e hanno portato Love Actually rapidamente nella classifica dei film che guarderei (e che guardo) fino allo sfinimento, senza smettere di sorridere ed emozionarmi.

Vi anticipo già che per non smentirmi, le mie scene preferite sono le più strazianti.
(A questo punto vi dò il permesso di abbandonare la lettura, eventualmente. Anzi no, continuate continuate...!)

Al numero uno metto senza ombra di dubbio la storia di Mark, testimone di nozze al matrimonio del suo migliore amico e della donna di cui lui stesso è innamorato. E' facile pensare che la mia scena preferita sia quella della "dichiarazione natalizia", senz'altro stupenda. Ma in realtà adoro il momento, precedente, in cui Juliet scopre il vero motivo della freddezza di Mark e lui commenta soltanto con un onestissimo "devo difendermi" e la lascia sola, confermando così la sua fedeltà all'ignaro amico Peter, ormai marito di Juliet.
Non sentendomela di scegliere, metto a parimerito le altre due scene per me più toccanti: quella in cui Daniel, da poco rimasto vedovo, si trova a dovere affrontare il piccolo Sam e il suo dolore silenzioso, non rivolto solo alla madre scomparsa ma anche alla sua prima cotta. Su quella panchina, vedo un uomo tenerissimo e un padre, seppure adottivo, che non si sottrae al suo dovere di "sbloccare" la situazione di profondo disagio del bimbo, sensibile e davvero straordinario, di un'ingenuità disarmante. E infine quella in cui Sarah, innamorata da sempre del collega Karl, rinuncia a lui e si rassegna a pensare soltanto al fratello psicologicamente instabile e, di conseguenza, assillante e a tratti violento.

Raccontato così, questo film sembra una di quelle pellicole da tagliarsi le vene, me ne rendo conto. Ma lascio a chi non l'avesse ancora mai visto il piacere di ricredersi, e di fare delle grandi risate. Di sognare, di pensare che è impossibile che certe cose accadano ai comuni mortali, di pensare che è impossibile che accadano e basta.
Lo ammetto, per me il titolo risponde perfettamente alla promessa di trascorrere un paio d'ore con "l'amore davvero".

Ps: Wikipedia riporta una dettagliata descrizione di tutte le storie, ma se posso permettermi, lo fa in modo fin troppo asettico... Ok, si tratta di una sorta di enciclopedia, non ha chiaramente lo scopo di promuovere o bocciare un film. Ma non vi sembra che a volte due parole in meno lascino più spazio alla propria interpretazione, anzichè un'immagine standard? (http://it.wikipedia.org/wiki/Love_Actually_-_L%27amore_davvero)

Ps2: Davanti alla scelta delle canzoni che vengono proposte, non posso fare altro che... inchinarmi.


domenica 25 aprile 2010

Un matrimonio per Bridget&Co?


Perchè ho deciso di scrivere qualcosa sui MATRIMONI?
Bè, per una serie di banali motivazioni: la prima è che ormai iniziata la stagione prediletta dalle coppie per dirsi il "si" più importante della loro vita (io personalmente ritengo che anche il trimestre Ottobre-Novembre-Dicembre potrebbe non dispiacermi, se mai arriverà il mio momento); la seconda è che sabato prossimo parteciperò a un matrimonio di due amici; la terza è che ieri sera, come "purtroppo" capita sempre più spesso, mi sono trovata circondata da persone in cerca di casa e/o in procinto di sposarsi; la quarta è che in questo preciso momento sulla mia tv stanno girando le scene di "Quattro matrimoni e un funerale", che clamorosamente non avevo mai visto (e che neanche adesso sto guardando, se proprio vogliamo dirla tutta).
Insomma, quello delle nozze sembra essere un argomento obbligatorio da affrontare in questi giorni, quindi, invetabilmente mi tocca prendere il toro per le corna e dire la mia.
Per farlo (o per non farlo?!), però, devo necessariamente farvi riflettere con una considerazione: avete mai fatto caso che quando i protagonisti di libri o film sono particolarmente sfigati... bè insomma, sono giornalisti? Eh si, pensateci bene, da Bridget Jones (Il diario di Bridget Jones e Che pasticcio Bridget Jones) a Carrie Bradshow (Sex and the city) passando per Becky Bloomwood (I love shopping &Co.), da Ike (Se scappi ti sposo) a un innumerevoli altri soggetti...
Aldilà del fatto che nella finzione tutto finisce bene, ma nella realtà, che è ben diversa, una motivazione per tanta sfiga ci sarà pure...
Ecco, direi che non mi spingerò oltre in questo post... Ma vi lascio con un particolare fotogramma che mi rappresenta in modo... diciamo minuzioso, soprattutto in questo preciso momento, con la differenza che il mio pigiama è grigio e che sulle ginocchia non ho una rivista ma un portatile! Eccomi... in tutto il mio fascino da giornalista, single e sfigata!
Ps: Non sono neanche una strafiga come Renée Zellweger!!!
Ps2: Per rimanere in tema, dopo Quattro matrimoni e un funerale mi sono guardata Bride Wars!