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lunedì 19 dicembre 2011

Ho adottato un gesticolio


Qualcuno mi ha fatto notare che un blog che si rispetti dovrebbe presentare almeno un post ogni mese, meglio ancora se ogni settimana. Sarà anche vero, ma quando l'ho aperto mi sono detta che non era il caso di darsi una cadenza precisa, non essendo per me un lavoro ma un puro momento di svago per appagare la mia voglia di scrivere quello che mi va, quando mi va.
In effetti, però, in queste settimane la mancanza dello scrivere un post si è fatta sentire. Ma l'inattività bloggosa non ha coinciso con un oziare generale, anzi mi ha dato modo di gustare ancora di più questo istante.
E qui inizia il vero post.
Un gesticolio effimero per rinfronzolire il mio gongolare

Si chiama Adotta una Parola l'iniziativa che ho incrociato tra un click e l'altro e che ho subito deciso di sposare (sì, io sposo le cose, in mancanza delle persone). In sostanza, si scelgono uno o più lemmi tra un lungo elenco e li si adotta per un anno. Se già adottati, si può comunque scegliere di sostenerli.
Al momento della scoperta di questa possibilità, mi sono subito fiondata su una parola adorabile, effimero, per scoprire con grande delusione che qualcuno prima di me se ne era già impossesato.
Lo stesso è successo con: mutevole, esagerato, terso, gongolare, connubio, crepuscolo, vagheggiare, sgangherato, scarabocchione, sollucchero, sopraffino, uggioso, fronzolo, dovizia, stucchevole, ghiribizzo, indolente, esclusivistico, fandonia, irto, ghirigoro, laconico, zuzzurellone, periglio, nolente, serafico e così vià. Tutti lemmi che avevano già trovato una famiglia.
Così, dopo tanta fatica mi sono impossessata, per la durata di 12 mesi, dei GESTICOLIO e RINFRONZOLIRE. Finendo anche per dare il mio appoggio, come zia adottiva diciamo, a EFFIMERO e GONGOLARE.
Fino alla scadenza del mio mandato, quindi, sarò impegnata nella promozione di queste sequenze spettacolari di lettere. E non me ne vogliate se le inserirò un po' a caso in qualche post. D'altra parte è il minimo che possa fare per i miei "figli".

lunedì 17 ottobre 2011

21 ottobre 2011 (La fine del mondo sembra vicina)


Rieccoci alla nuova previsione per cui la Terrà sarà a breve devastata e distrutta, insieme a tutti i suoi abitanti.
Innumerevoli film (io ne ho visti un paio, o forse qualcuno in più, ma li ho volontariamente rimossi dai miei ricordi) ne hanno parlato, salvo però decidere che qualcuno (o meglio i protagonisti) poteva essere in grado di scampare alla catastrofe naturale che avrebbe dovuto invece mettere la parola FINE.
Ora, secondo uno studio di questo evangelista americano, Harold Camping, l'ultima data che dovrebbe segnare il nostro calendario è quella del 21 ottobre 2011, ossia tra quattro giorni.
Ininfluente, per lui, il fatto che diverse volte le sue previsioni si siano rivelate inesatte (causa, alcuni errori effettuati nei calcoli dei dati estrapolati dalla Bibbia).
Poco fondate, a quanto pare, anche le profezie dei Maya (che fissano invece la fine del mondo tra più di un anno - ma comunque troppo vicina, per quanto mi riguarda).
Il simpatico Camping ha annunciato che il temibile Giorno del Giudizio sarebbe stato lo scorso 21 maggio 2011, data in cui tutti saremmo stati sottoposti ad esame, per poi vederci stampare su un cartellino di riconoscimento il tibro "promossi" o "bocciati".
Evito, per quanto la cosa mi tenti, di aprire capitoli ironici sui possibili furti di identità, su eventuali corruzioni/concussioni/manomissioni del nostro destino e così via.
E passo invece al momento in cui, letta la terribile notizia, ho ripescato dalla borsa la mia cara agendina per scoprire cosa potrei avere combinato di tanto disdicevole il 21 maggio, per meritarmi una morte violenta e assolutamente indesiderata: una colazione al bar con mia sorella (come da tradizione di ogni sabato), seguita da una passeggiata sulla pista ciclo-pedonale del mio paese. Buco per quanto riguarda il resto della giornata, fino alla sera, che ho trascorso con tre amici da qualche parte a bere qualcosa.
Ok, avrei potuto fare attività di volontariato per meritarmi la salvezza (a saperlo avremmo tutti riempito le case di riposo & co, ma poi forse il giudizio non lo avrebbe preso in considerazione, data la rarità della prestazione benefica). Comunque, sarò promossa o bocciata???
Pensando alla peggiore delle ipotesi, ho riesumato ciò che avevo definito come impegno futuro (ormai mesi fa), ossia quello di stendere un elenco delle cose che avrei voluto fare prima di morire (ricordate il post sul film The Bucket List - Non è mai troppo tardi?).
Ai tempi avevo iniziato a buttare giù qualche idea, molte però erano classificate nella categoria immateriali. Ma ricordo con chiarezza almeno una cosa di tipo più tangibile: vedere il Grand Canyon. Con mio enorme dispiacere, devo ammettere però che nei prossimi quattro giorni non sarò in grado di fare avverare questo mio sogno, a meno che io non mi impegni immediatamente in una rapina in banca e non parta questa sera stessa alla volta del continente americano.
Non so spiegarne il motivo, ma credo tra quattro giorni sarò cancellata dalla faccia della terra, senza neanche essermi attivata per tempo. Che tristezza, non si può chiedere almeno una proroga al signor Camping???

lunedì 14 febbraio 2011

Mettimi in lista


Il mio primo post del 2011 arriva con un mese e mezzo circa di ritardo rispetto alla data canonica dell'inizio del nuovo anno. E va bene questo era evidente. Il motivo quanto meno immaginabile (non sono mai stata un grande esempio di costanza e forse non lo sarò mai).
A fare la differenza è il perchè del mio ritorno da questo lungo silenzio stampa (ma il silenzio stampa, poi, qualcuno lo mette mai in pratica davvero?). Una decina di giorni fa è saltato fuori da sotto il pc un post-it che mi ricordava il lungo tempo di permanenza fuori da questo blog e qualche argomento che mi andava di trattare appena ne avessi avuto tempo. Uno dei tanti quadratini gialli sparpagliati nella mia stanza e il più delle volte, infatti, smarriti.
Tutto ciò per introdurvi un argomento che mi affascina e mi riguarda allo stesso tempo.
LA PASSIONE PER LE LISTE

Vi siete mai trovati/e, magari durante una giornata di irrefrenabile voglia di sistemare e ordinare e organizzare e e e (una di quelle giornate che capitano raramente, per la verità, ma danno una soddisfazione tale per cui la prossima volta sarà tra minimo un mese, facendo una previsione ottimista)? Si insomma, uno di quei giorni in cui avete bisogno di mettere nero su bianco tutto ciò che vi serve per rendere la vostra vita migliore e più semplice? Sembra che io stia parlando di una formula magica, e forse un po' è così.

Voglio dire che la gente sottovaluta (in pubblico, ma dentro di sè conosce molto bene), a mio parere, il potere terapeutico che deriva dal FARE UNA LISTA.
Se uno di quegli istituti specializzati in sondaggi si prendesse la briga di chiedere agli italiani quanto ama stendere un elenco di cose/persone/luoghi/azioni/argomenti vari credo che scoprirebbe un universo. E se poi la domanda seguente fosse: "Quante volte, in media, riesci a portare a termine tutto ciò che hai messo in lista?", sì, sicuro, ci sarebbe da ridere.
Perchè è vero, sistemare, ordinare, organizzare... CI PIACE.

Peccato che poi veniamo travolti da imprevisti
(- non trovo parcheggio,
- ho mal di testa,
- non ho più voglia,
- non ho soldi,
- non ho tempo,
- non trovo più la lista,
- la lista che ho scritto è una pazzia
- ...e così via)
e interferenze
(- un soffio di vento ha trasportato l'elenco in luogo lontano e sconosciuto,
- non puoi darmi una mano prima?,
- ma perchè non fai questo al posto di quello?,
- no io non vacanza lì non ci vengo con te,
- ah era tuo il foglietto che era in giro? l'ho buttato,
- ...)
che non ci permettono di fare una spunta su ogni voce inserita.
Bè la buona notizia è che oggi esistono diversi mezzi per ridurre al minimo le possibilità di disperdere un prezioso elenco.
- I programmini per il pc tipo ATNotes (che cito solo perchè è l'unico che conosco e uso),
- i cellulari di ultima generazione (chiamateli come vi pare, per me rimangono sempre cellulari) già muniti di promemoria, spazio per le note, post-it sullo sfondo, memo, agende e quant'altro
- i siti web come listology.com e listography.com (anche in questo caso, l'elenco si potrebbe estendere ma forse non è il caso in questa sede)
- and so on.

Ok, la brutta notizia è che in qualsiasi caso ci dimenticheremo (anche deliberatamente, perchè no?) qualcosa.

Ma oggi mi sento buona e voglio concludere con la notizia migliore in assoluto e anche la più scontata:
che per le cose più importanti, non c'è posto migliore dove scrivere una lista che il nostro cuore.
Applauso!
Ahahah

Ora prima di chiudere lascio questo interrogativo, ispirato al film "Non è mai troppo tardi" ("The Bucket list", 2007, diretto da Rob Reiner, con Jack Nicholson e Morgan Freeman), che mi segno di recensirvi al più presto (ok, potete non crederci!).
Se doveste scegliere diciamo 10 cose da fare prima di morire, cosa mettereste sul vostro elenco?
A breve stilerò il mio. E speriamo, questa volta, che non sia uno dei tanti foglietti nel vento.


domenica 25 aprile 2010

Un matrimonio per Bridget&Co?


Perchè ho deciso di scrivere qualcosa sui MATRIMONI?
Bè, per una serie di banali motivazioni: la prima è che ormai iniziata la stagione prediletta dalle coppie per dirsi il "si" più importante della loro vita (io personalmente ritengo che anche il trimestre Ottobre-Novembre-Dicembre potrebbe non dispiacermi, se mai arriverà il mio momento); la seconda è che sabato prossimo parteciperò a un matrimonio di due amici; la terza è che ieri sera, come "purtroppo" capita sempre più spesso, mi sono trovata circondata da persone in cerca di casa e/o in procinto di sposarsi; la quarta è che in questo preciso momento sulla mia tv stanno girando le scene di "Quattro matrimoni e un funerale", che clamorosamente non avevo mai visto (e che neanche adesso sto guardando, se proprio vogliamo dirla tutta).
Insomma, quello delle nozze sembra essere un argomento obbligatorio da affrontare in questi giorni, quindi, invetabilmente mi tocca prendere il toro per le corna e dire la mia.
Per farlo (o per non farlo?!), però, devo necessariamente farvi riflettere con una considerazione: avete mai fatto caso che quando i protagonisti di libri o film sono particolarmente sfigati... bè insomma, sono giornalisti? Eh si, pensateci bene, da Bridget Jones (Il diario di Bridget Jones e Che pasticcio Bridget Jones) a Carrie Bradshow (Sex and the city) passando per Becky Bloomwood (I love shopping &Co.), da Ike (Se scappi ti sposo) a un innumerevoli altri soggetti...
Aldilà del fatto che nella finzione tutto finisce bene, ma nella realtà, che è ben diversa, una motivazione per tanta sfiga ci sarà pure...
Ecco, direi che non mi spingerò oltre in questo post... Ma vi lascio con un particolare fotogramma che mi rappresenta in modo... diciamo minuzioso, soprattutto in questo preciso momento, con la differenza che il mio pigiama è grigio e che sulle ginocchia non ho una rivista ma un portatile! Eccomi... in tutto il mio fascino da giornalista, single e sfigata!
Ps: Non sono neanche una strafiga come Renée Zellweger!!!
Ps2: Per rimanere in tema, dopo Quattro matrimoni e un funerale mi sono guardata Bride Wars!


giovedì 22 aprile 2010

Dalla doccia al caffè


Non chiedetemi per quale strano collegamento mentale (non voglio nemmeno saperlo), ma prima mentre facevo la doccia ho iniziato a chiedermi cosa sia l'amore...

Ahahah questa, forse, è la questione più irrisolta del mondo, parallelamente alla sua creazione, e non sarò certo io a dare un senso a questa parola, perchè in realtà sono convinta che il bello e il brutto dei sentimenti è che non esiste e probabilmente non deve esistere una definizione comune tra le persone, a meno che non siano realmente anime gemelle ("ogni pentola ha il suo coperchio", mi ha detto un paio di giorni fa una mia collega).
Ad ogni modo ecco, sempre mentre facevo la doccia (e qui il collegamento è intuitivo), ho pensato che l'amore potrebbe essere un profumo, un odore, insomma, quell'odore...
E se io dovessi comporre il mio, sicuramente al suo interno ci sarebbero tutti questi odori:
-Quello del bagnoschiuma: simbolo di pulizia, defaticamento, serenità;
-Quello del soffritto: mi piace e basta quindi direi simbolo di passione;
-Quello dal caffè: aroma, energia, la colazione insieme...;
-Quello della camomilla: delicatezza, relax, gli ultimi gesti prima di addormentarsi.

Bè, per il momento mi fermo qui perchè, onestamente, una delle missioni più difficili che chi scrive deve affrontare (oltre a quella di trovare qualcosa da scrivere, eventualmente) è quella di tradurre in parole il groviglio dei propri pensieri, ma soprattutto di dare un senso logico e ordinato al proprio discorso.
Parlando di amore, io personalmente non sono in grado di fare tutto ciò, almeno non adesso. Volevo però lasciarvi questo mio pensiero, accompagnato da una foto per me molto significativa.


lunedì 12 aprile 2010

Il lunedì e la passione (in tutti i sensi)


Tranquilli, non sarò tutti i giorni così "prolifica" (o prolissa?!), ma oggi è lunedì e pur essendo molto d'accordo con Vasco sul fatto di odiare il lunedì, una parte di me durante questo primo giorno della settimana si sente sufficientemente positiva per concerdersi del sano cazzeg... ops, volevo dire del sano relax, in barba ai lacrimoni che mi scenderanno giovedì quando scoprirò, come tutte le settimane, di essere tragicamente in ritardo.

Arrivo al punto (facendoci però un giretto attorno): Quattro anni fa, praticamente durante questa stessa settimana, mi apprestavo ad intraprendere l'avventura del giornalismo.
Pensavo che con la voglia di scrivere che avevo niente sarebbe stato più soddisfacente, e se vogliamo è ancora così, anche se, nel tempo ho capito che la passione non è tutto e che spesso i nostri sogni devono fare i conti con una realtà ben diversa, insomma i sogni si scontrano la pratica.
Dove voglio arrivare? Facendo la spesa stasera mi sono resa conto di chiedermi continuamente se il prezzo valesse ciò che stavo comprando. Un pacchetto con 6 merendine vale 1 euro? Un cavo per l'antenna tv vale 2,30 euro? Tre wurstel valgono 1,90 euro? E via dicendo. Ho capito di fare una sorta di compromesso tra i miei bisogni e il mio portafoglio e mi sono chiesta: "Ma perchè cavolo non cambio lavoro?". Che poi è quello che mi chiedo tutti i giovedì, quando sono in ritardo, nonchè tutti i 20 del mese, quando arriva il dannato bonifico.

Ora, l'interrogativo che vi inoltro è questo: possono i soldi interferire con una passione? O forse è meglio così: Può una passione spegnersi a causa dei soldi? Mentre ve lo chiedo il mio cervellino sta elaborando la mia personale risposta.
NO, una passione si può schiacciare, nascondere, evitare, ma probabilmente mai eliminare.
Ecco, forse, il vero motivo di questo blog.


Perchè un blog?


Ciao!

Perchè questo blog? Scrivere è una delle mie passioni ma, come spesso accade, non è sempre possibile per lavoro scrivere qualcosa che davvero sia interessante per l'autore.
A volte il solo fatto di potersi togliere una piccola soddisfazione, come appunto quella di condividere una passione o soltanto un pensiero, aiuta ad alleggerire tutto ciò che invece dobbiamo fare per forza e che, pur amando il nostro lavoro, non rispecchia esattamente le nostre aspirazioni.
Ecco quindi il motivo di questo blog. Ciò che mi va di fare è soltanto di esprimermi senza "etichette", senza dare un particolare taglio o argomento a questo spazio, perchè non mi va di limitarmi solo a un tema, ma vorrei invece che questo "diario" rispecchiasse un po' me, nella mia confusione, nei miei mille pensieri, nei miei interessi e nelle mie mini capacità!

Buona lettura e, se vi va, lasciate un commento!